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An attempt to fail at ground breaking theatre with Pina Arcade Smith, performance di e con Antony Rizzi in scena al Piccolo Bellini

Pina Arcade SmithPina Arcade Smith

Sarà in scena al Piccolo Bellini dal 22 gennaio 2015 lo spettacolo di danza dal titolo An attempt to fail at ground breaking theatre with Pina Arcade Smith, una performance di e con Antony Rizzi.

“There is no show without a public!” Penny Arcade

Questa performance vuole dimostrare la verità di questa affermazione, e la cosa potrebbe completamente fallire, ma con l’aiuto del pubblico, le luci potrebbero funzionare, i costumi possono cambiare, i testi possono essere capiti e la danza può essere vista.
Assumendo il ruolo di un “nuovo” Jack Smith (regista Queer and “padre” della Performance Art), Rizzi ha creato un lavoro fortemente influenzato dalla scena performativa underground Newyorkese degli anni ’80.
Si potrebbe dire che sia una performance/lettura sul mondo del teatro o critica sociale ad un mondo orientato al successo.
Il suo personaggio, trova la saggezza attraverso la memoria degli incontri personali avuti con Penny Arcade, una dei fondatori del Performance Art Movement, e Pina Bausch, la grande icona della danza.
L’uso della danza, di proiezioni e una vasta gamma di musiche, aiuta ed evidenzia il gioco di contrasti nei pensieri di Jack, sulla legalizzazione della marijuana, pornografia come commedia, Susan Boyle, S&M sex e le sue somiglianze con le suore cattoliche.
La perfomance vuole far scoprire allo spettatore, senza paura e senza speranza, dove sia il suo personale convento.
Rizzi, personifica – letteralmente diviso a metà – due icone delle arti performative, Pina Bausch e Penny Arcade, mettendo costantemente in bilico l’ambiguo confine tra realtà e artificiosità teatrale (questo non è teatro ma dolore reale: proclama con convinzione e non possiamo che credergli). Gli aneddoti autobiografici sembrano essere tirati fuori dall’archivio mnemonico con assoluta casualità, in realtà molto astutamente commentano sulla storia recente della danza contemporanea, sull’idea di autenticità, ironizzano sulla critica e sul ruolo dei mecenati.
Sullo sfondo passano costantemente immagini rubate da internet, video amatoriali, foto da viaggio. Ancora una volta, quando impreca non abbiamo bisogno di più informazioni, ma più saggezza, non possiamo che essere dalla sua parte. Nel finale, un Tony Rizzi in mutande, ci offre un piccolo flashback del danzatore virtuoso e velocissimo dei tempi del Frankfurt Ballet e ci ricorda anche di come si possa invecchiare, reinventandosi in scena con profondità e ironia…

 “Sono entusiasta di tornare in Italia. Per questa occasione sono onorato di presentare una rivisitazione dello spettacolo con cui ho girato in tutto il mondo. Il mio lavoro è spesso autobiografico. In particolare questo spettacolo, riflette la mia vita: artista, gay, americano con origini italiane che vive in Germania. Questo lavoro è ispirato da persone che hanno contribuito alla mia vita. Artisti come Pina Bausch, Penny Arcade e le suore americane che vivono in Italia. Quest’evento è per tutti: amanti della danza, menti curiose e accademici del teatro  ma anche per tutti quelli confusi sul mondo moderno. Connettere tutti, senza usare una connessione (internet). Nessuna regola è la regola. Sono sicuro che l’atmosfera di Napoli contribuirà a renderlo speciale.”

Toni Rizzi

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