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Bruno Caruso lancia l’idea di un’accademia per futuri couturier

defilè bruno caruso

Un artisan de luxe: così si definisce Bruno Caruso, couturier partenopeo con esperienze internazionali di studio tra cui quella indimenticabile di Parigi, dove ha completato la sua formazione con uno stage presso la maison parigina dallo stilista Jean Louis Scherrer. Oltre trecento gli ospiti che sono intervenuti ieri sera a Palazzo San Teodoro (Napoli) in occasione della sfilata di presentazione della collezione 2015 “Les Merveilles”.
L’evento  ha visto in passerella oltre 40 creazioni, per le tre linee della collezione che comprende 25 abiti da sposa, 10 vestiti da sera e 5 modelli da uomo. Al termine della sfilata Bruno Caruso ha più volte ribadito la volontà di avviare a Napoli un’accademia completamente gratuita per futuri couturier. Lo stilista, insomma sente forte il desiderio di trasmettere alle giovani leve della moda gli insegnamenti che sono stati trasmessi a lui a Parigi, a Milano, all’Accademia di Brera, all’Accademia delle Belle Arti di Roma e nel corso degli stage che ha fatto con celebri nomi della moda come Valentino e lo stilista napoletano Fausto Sarli. Proprio a proposito di quest’ultimo Bruno Caruso dichiara: “Ho imparato molto da lui, grazie  anche alla sua schiettezza e alla sua franchezza tutta napoletana che non gli impediva di perdere spesso le staffe. Sarli sosteneva che uno stilista doveva prima di tutto saper cucire, conoscere le stoffe e saper rubare il mestiere alle premiere”.
Sarto e artigiano, quindi, ma con uno spiccato amore per il lusso e per i tessuti preziosi che lo hanno portato a creare e realizzare abiti da sera e da sposa fuori dal comune, contraddistinti da vertiginose scollature, costosi pizzi – e, quindi, importanti trasparenze –, perle e pietre preziose che Bruno Caruso giustifica in questo modo: “C’è un po’ di tristezza in giro, bisogna dare luce a queste bellissime donne”.
Molti gli ospiti internazionali che hanno partecipato alla sfilata: nelle prime file del Salone da Ballo di palazzo San Teodoro sedeva la figlia dello sceicco del Qatar, Aicha Bolho Aboutkaalil, la proprietaria del ristorante parigino African Lounge, Ami Bello, e da Zurigo l’imprenditrice italo svizzera Miriam Marini, tutte clienti da tempo dello stilista napoletano.

Linea sposi
Le linee disegnate da Bruno Caruso sono ispirate agli anni ’30 e ’40, quella stagione della moda che lo stilista stesso ha dichiarato di prediligere e che vede in Rita Hayworth la sua protagonista indiscussa. Le parole d’ordine sono “eleganza assoluta”, sia per lo sposo che per la sposa.

Sera
La collezione dedicata alla gran sera inventa abiti corti e bombati, che Bruno Caruso ha disegnato ispirandosi agli anni ’50 e ’60 e che trovano come modello ideale di bellezza Audry Hepburn. Gonne a godet, morbide e rotonde, si abbinano a corpetti aderenti con profonde scollature e con linee asimmetriche monospalla. Blue, silver, oro  e nero restano i colori preferiti di Bruno Caruso che per “Les Mervailles” però ha osato anche un dolce rosa cipria e un immancabile rosso Valentino.

Curiosità
Noi di We Like Napoli abbiamo chiesto a Bruno Caruso se c’è una location napoletana che ha particolarmente a cuore e dove vorrebbe sfilassero i suoi abiti, lui ci ha svelato quanto segue: “Sono un ex modello, quando ero giovanissimo per pagarmi gli studi all’Accademia lavoravo presso le Rampe Brancaccio, vicino via Filangieri. Mi piacerebbe rivalutare questo posto”.

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