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Arte/Musei

Capolavori da riscoprire: alla scoperta di S.Anna dei Lombardi col MIBACT

Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi

Grazie agl’itinerari organizzati dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, sotto l’egida del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, sabato 28 febbraio alle ore 11:00, si andrà alla scoperta della Chiesa di Sant’ Anna dei Lombardi già di S. Maria di Monteoliveto a cura di Annachiara Alabiso e Serenella Greco.

La chiesa di S. Maria di Monteoliveto, vero e proprio scrigno di tesori artistici del Rinascimento, è conosciuta con il titolo di Sant’ Anna dei Lombardi dal 1805 quando era stata ceduta all’omonima arciconfraternita, ancora oggi attiva, la cui sede storica era stata demolita.
La chiesa fu fondata da Gurello Origlia nel 1411 e fu affidata ai padri olivetani, il cui complesso conventuale si ingrandì nel corso del tempo fino ad includere ben quattro chiostri tanto da essere uno dei monasteri più imponenti della città.

L’edificio sacro fu poi ampliato a partire dall’età aragonese e arricchito di preziose opere d’arte commissionate ai più importanti artisti attivi a Napoli. Peculiare è la concentrazione di artisti toscani: Benedetto da Maiano realizzò, nel 1489, il rilievo con l’Annunciazione per la cappella Correale; ancora Benedetto da Maiano e Antonio Rossellino lavorarono nella cappella Piccolomini, Francesco da Sangallo eseguì la tomba di Antonio Fiodo (1540). Ad un altro importante artista del Rinascimento, ovvero a Cristoforo Scacco da Verona si devono gli affreschi della cappella Tolosa, la cui architettura è di ispirazione brunelleschiana.

Sul versante degli interventi di artisti forestieri celeberrimo è infine quello di Giorgio Vasari che, nel 1544, affrescò con Allegorie delle Virtù la volta dell’allora refettorio, poi sacrestia vecchia, le cui pareti sono rivestite di preziose tarsie lignee opera di fra’ Giovanni da Verona (1506-1510). Lavorarono nella chiesa di Monteoliveto anche i più importanti artisti napoletani: gli scultori Giovanni da Nola (altare della famiglia Ligorio) e Girolamo Santacroce (altare della famiglia del Pezzo) e i pittori Fabrizio Santafede, Carlo Sellitto e Francesco Solimena. Va ricordata infine una delle opere più famose della chiesa, posta nell’oratorio del Santo Sepolcro, ovvero il gruppo del Compianto sul Cristo deposto modellato in terracotta dal modenese Guido Mazzoni nel 1492.

L’antico convento è oggi sede della Caserma Pastrengo dei Carabinieri e una porzione delle arcate di uno dei chiostri è visibile lungo via Monteoliveto nel tratto subito prima del Palazzo delle Poste, la cui edificazione, insieme ai radicali sventramenti che portarono alla creazione del nuovo rione Carità, alterarono profondamente il contesto in cui sorgeva l’antico monastero di Monteoliveto.

Quando: Sabato 28 febbraio ore 11.00, chiesa di S. Pietro a Majella.

Dove: Piazza Monteoliveto.

 

Immagine di copertina: Fonte Internet.

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