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Luoghi

Chiostro di San Gregorio

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Fra i più dei cento Chiostri che ci sono nella città di Napoli, uno dei più caratteristici è quello di “San Gregorio Armeno” sito nell’omonimo complesso in pieno centro storico.

Negato per secoli al popolo, nel 1922 fu aperto a tutti quando la clausura fu abolita. Alcune fonti scritte fanno risalire il Chiostro ad un periodo anteriore al XI secolo anche se la data precisa della sua fondazione non si conosce, ma proprio un documento politico, viene infatti menzionata la piccola chiesetta di “San Gregorio Armeno” alla quale erano affiancate altre tre Chiesette tutte a poca distanza e furono unite per costruire un unico complesso dedicato a “San Gregorio Armeno” le cui reliquie furono portate a Napoli dalle “Monache Basiliane” le quali scamparono alla guerra iconoclasta.

All’inizio il Chiostro fu concepito con uno spazio rettangolare delimitato da undici archi per dodici il cui centro era adibito a spazio verde ed orti ma, successivamente , con le nuove regole poste dal“Concilio di Trento”, le suore dovettero avviare dei lavori di riqualificazione della struttura, prima fra tutti la Chiesa, cuore centrale del complesso la quale sempre secondo le nuove regole doveva essere esterna al convento. Ma la ristrutturazione più accurata fu proprio quella inerente al Chiostro proprio perché era la parte definita privata delle suore, l’unico spazio esterno nel quale potevano passeggiare e quindi doveva esere ristrutturato secondo il loro gusto ed il più accogliente possibile.

Il lavori furono affidati all’architetto “Giovanni Vincenzo Della Monica” per volere della “badessa Lucrezia Caracciolo” la quale seguì i lavori in prima persona e, sotto suo consiglio, l’architetto riprese il disegno del “Chiostro dei Santi Marcellino e Festo” anch’essa una delle sue splendide opere.

La scelta della Badessa di basarsi a tale opera non era solo di tipo estetico ma soprattutto di tipo funzionale perché il chiostro aveva la qualità di rispondere alle esigenze delle suore di vivere anche con lo sguardo sia il paesaggio urbano che quello naturale grazie a cinque Belvedere rendendo meno faticosa la loro clausura.

Una delle caratteristiche del Chiostro è la splendida “Fontana” la quale fu realizzata per richiesta della Badessa “Violante Pignatelli” ed è contornata da due statue raffiguranti il “Cristo” e la “Samaritana”, sculture realizzate da “Matteo Bottiglieri”, inoltre sono presenti varie decorazioni ed aranci.

Purtroppo il terremoto del 1930 arrecò danni ingenti al monastero e successivamente partirono dei lavori di ristrutturazione i quali si rivelarono alquanto deludenti tanto da far sconvolgere gli esperti dei Beni Culturali i quali come prima osservazione fra tutte notarono l’intera demolizione di una stupenda scala settecentesca facendo posto ai bagni dell’orfanotrofio.

In ogni modo resta uno dei Chiostri più belli della città da visitare e passeggiare tra i suoi giardini ed aranci.

Foto di copretina : fonte internet.

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