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Luoghi

Complesso dei Santi Severino e Sossio ed alla scoperta dei suoi fantastici Chisostri

Chiesa di San Severino e Sossio

La chiesa dei Santi Severino e Sossio venne edificata, con annesso monastero, nel quartiere del Pendino dove sorgeva un boschetto chiamato dei Platani oggi sede dall’Archivio di Stato di Napoli.
Fondato nel X secolo dai monaci Benedettini i quali, abbandonarono il vecchio Monastero sulla collina di Pizzofalcone a causa delle varie incursioni Saracene, edificando questo nuovo complesso nell’attuale posizione, portandosi le Reliquie di San Severino. Nel 904 vi trasferirono anche le Reliquie di San Sossio, che fu compagno di martirio di San Gennaro, e da qui il complesso monastico prese pre l’appunto il nome di “Santi Severino e Sossio“, nonostante che nel 1808, tali reliquie furono trasferite nel vicino paese di Frattamaggiore.

Elemento importante del complesso è la Cupola, non solo per la sua bellezza, ma anche perchè è una delle prime costruite a Napoli nel 1561. A Croce latina con un’unica navata, ha un soffitto a volta e sette cappelle sui lati della navata, piu una cappella per ogni lato della parete presbiteriale. Le opere d’arti presenti vanno dal XVI al XVIII secolo, tutte in buono stato di conservazione nonostante il lungo periodo in cui l’edificio è versato in uno stato di abbandono.

Usando le scale difronte alla cappella Medici, si trovano in successione i tre chiostri monumentali, i quali risultano artisticamente, i piu rilevanti di Napoli. Il primo chiostro, detto di “Marmo“, è stato realizzato tra il cinquecento ed il seicento dove le arcate sono sorrette da bianche colonne di Marmo di Carrara. Il secondo è chiamato del “Platano” perchè, secondo la tradizione, vi fu piantato un platano da San Benedetto le cui foglie avrebbero avuto la virtù di guarire le ferite e che fu abbattuto nel 1959. Il chiostro conserva diciotto affreschi rinascimentali raffiguranti la vita di San Benedetto. Il terzo ed ultimo, detto del “Noviziato” è stato costruito nel XV secolo con una pianta rettangolare e sorretto da una trentina di arcate poggiate su pilastri di piperno.

Nel chiostro del Platano, sopravvissuto ai lavori del Risanamento, oggi resta un unico esemplare di platano, che sarà possibile visitare grazie ad un permesso speciale concesso dall’Archivio di Stato di Napoli. Dopo decenni, finalmente la struttura, patrimonio dell’Unesco, è nuovamente fruibile al pubblico. Attraverso la testimonianza di opere di grandi artisti che hanno lavorato nella chiesa, si ripercorreranno le tappe storico artistiche di quella che è stata la più importante sede Benedettina a Napoli.

Programma:

– visita alla Chiesa dei SS. Severino e Sossio

– visita al Chiostro del Platano presso l’Archivio di Stato di Napoli

Quando: Venerdì 24 Aprile ore 10:00

Appuntamento: ingresso Chiesa SS. Severino e Sossio, via Bartolomeo Capasso

Guida: Flavia

Durata: 2 ore circa

Contributo: 8 euro di cui il 25% sarà devoluto a sostegno dell’iniziativa “Aperti per voi” promossa dal Touring Club

SI RICORDA CHE PER MOTIVI ORGANIZZATIVI LA PRENOTAZIONE DEVE AVVENIRE OBBLIGATORIAMENTE ENTRO E NON OLTRE LE ORE 19.00 DEL GIORNO CHE PRECEDE LA VISITA ED ESCLUSIVAMENTE ATTRAVERSO I SEGUENTI MODI:

-INVIANDO UNA MAIL ALL’INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA locusisteinfo@gmail.com, INDICANDO SEMPRE IL NUMERO DEI PARTECIPANTI ED UN RECAPITO TELEFONICO PER EVENTUALI CONTATTI;

-COMPILANDO IL MODULO DI PRENOTAZIONE ONLINE AL SEGUENTE INDIRIZZO https://locusisteblog.wordpress.com/modulo-di-prenotazione/

NON VERRANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE LE PRENOTAZIONI AVVENUTE DOPO L’ORARIO STABILITO E NEI MODI DIVERSI DA QUELLI SU INDICATI (NO MESSAGGI SU PAGINA E PROFILO FACEBOOK, NO MESSAGGI PRIVATI).

Per maggiori informazioni o per reperire i recapiti telefonici, visitate il sito di Locus Iste.

 

Immagine di Copertina: Fonte Internet.

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