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Fiorella Mannoia, un nuovo cd e un inno alla cultura

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Fiorella Mannoia, sessant’anni compiuti lo scorso aprile e 46 anni di musica alle spalle. Un’antologia che racchiudesse il suo passato, punto di partenza per il suo futuro, era d’obbligo. Ecco allora “Fiorella”, l’album in due cd che parte dagli anni Ottanta con Caffè nero bollente e arriva al nuovissimo brano Le parole perdute, passando per Come si cambia, Sally, scritta da Vasco, Io non ho paura e L’amore con l’amore si paga. Per l’occasione la cantautrice ha incontrato ieri pomeriggio, 5 novembre, i suoi fan presso la libreria Feltrinelli di Napoli.

“Mi sono interrogata tanto sul da farsi – spiega Fiorella – finché un giorno pensando a cosa è stata la mia carriera, vedendo i miei dischi tutti assieme sono rimasta impressionata”.

Il meglio del repertorio della Giovanna d’Arco della musica italiana si ascolta nel primo cd, nel secondo invece ci contano 18 splendidi duetti insieme a tanti amici con i quali la cantautrice dai capelli rossi ha condiviso negli scorsi anni note e passioni.

“Tra i duetti più sorprendenti c’è quello con Celentano – svela Fiorella – considerato che ultimamente non si fa vedere, centellina le sue apparizioni, non me lo aspettavo proprio e invece ha aderito all’invito.”. Insieme a Celentano ci sono Laura Pausini (Quello che le donne non dicono), Franco Battiato (La stagione dell’amore), Claudio Baglioni (Amore bello), Tiziano Ferro (La aura non esiste), Ligabue (Metti in circolo il tuo amore), Renato Zero (Cercami), Nicolò Fabi (Mimosa) e molti altri. “Un altro duetto emozionante – continua – è stato quello con Dori Ghezzi, mi sono realmente emozionata quando l’ho sentita cantare”. “Tutto il resto – spiega la rossa della canzone italiana – è stato per me un regalo, perché nulla è scontato”.

Giunta a 60 anni Fiorella – data la sua passione per la politica, per i temi sociali – si sente in dovere di parlare ai giovani desiderosi di sfondare nel campo della musica: “Non è giusto che i giovani abbiano solo la palestra dei talent. Noi dobbiamo per forza trovare una speranza, fondamentale per andare avanti”. Ed infine si pronuncia sul modus operandi dei nostri politici, in particolare sul loro pensiero inerente la valorizzazione del patrimonio culturale italiano: “Sembra che la cultura sia diventata un optional, una perdita di tempo. Abbiamo avuto un Presidente della Repubblica che ha detto ‘Mangiatevi pane e Dante’, c’è un altro che ha detto che con la cultura non si mangia: ‘capre’, mi viene da dir loro; una classe politica che dice questo dovrebbe andare via. L’Italia trasuda cultura ovunque, noi potremmo vivere di cultura. Questa è come una bestemmia…”.

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