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Ricette Napoletane

Gli struffoli

Ph. Maria Consiglia Izzo

Chi ha inventato gli struffoli? Non i napoletani, nonostante la loro proverbiale creatività, ma pare che nel Golfo di Napoli ce li abbiano portati i Greci, al tempo di Partenope. E dal greco deriverebbe il nome “struffolo”: precisamente dalla parola “strongoulos”, arrotondato. Sempre in greco, la parola “pristòs” significa tagliato. 
C’è anche chi ritiene erroneamente che lo struffolo si chiami così perché “strofina” il palato: nel senso che lo solletica, per la sua bontà. E chi pensa addirittura che la radice di struffoli sia da collegare allo strutto (il tipo di grasso con cui anticamente venivano fatti e in cui venivano fritti)
A Napoli un tempo gli struffoli venivano preparati nei conventi, dalle suore dei vari ordini, e recati in dono a Natale alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità.
Uno dei segreti di questa antica ricetta sta nel miele, simbolo della dolcezza. Il miele è un mito: i Gemelli Indiani Ashvin, messaggeri degli Dei, mangiano miele nel cielo mattutino, e la Bibbia racconta come Sansone estraesse dall’interno del leone da lui ucciso un favo d’api e di miele. La cosa lo mise di buon umore, tanto da spingerlo a formulare un indovinello: “dal divoratore è uscito il cibo, dal forte è uscito il dolce”.
Morale: dalla morte nasce la vita. A proposito di nascita, il corpicino del Bambino Gesù viene definito “roccia che dà miele”.
Non è quindi un caso che gli struffoli siano un dolce tipicamente natalizio.
Ecco un’altra regola aurea: negli struffoli non esistono elementi accessori. Tutto è importante. Dai canditi ai diavolilli.
Nella ricetta degli struffoli trovano posto arancia e cedro candito, ma la parte del leone (come nella pastiera e nella sfogliatella) la fa la zucca candita: la famosa “cucuzzata”. Se non si trova già pronta qui ci sono le istruzioni per farla.

INGREDIENTI

  • 600 g di farina
  • 4 uova più 1 tuorlo
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 80 g di burro (se si usa lo strutto: 25 g)
  • 1 bicchierino di limoncello o rum
  • scorza di mezzo limone grattuggiata
  • un pizzico di sale
  • olio (o strutto) per friggere

PER CONDIRE E DECORARE

  • 400 g di miele
  • confettini colorati (a Napoli si chiamano “diavulilli“)
  • confettini cannellini
  • 100 g di arancia candita
  • 100 gr di cedro candito
  • 50 gr di zucca candita (si trova solo a Napoli: si chiama “cucuzzata“)

Disporre la farina a fontana sul piano di lavoro, impastarla con uova, burro, zucchero, la scorza grattugiata di mezzo limone,un bicchierino di rum e un po’ di sale. Ottenuta un’amalgama omogenea e sostenuta, darle la forma di una palla e farla riposare mezz’ora. Poi lavorarla ancora brevemente e dividerla in pallottole grandi come arance, da cui ricavare, rullandoli sul piano infarinato, tanti bastoncelli spessi un dito; tagliarli a tocchettini e disporli senza sovrapporli su un telo infarinato.
Friggerli pochi alla volta in abbondante olio bollente: prelevarli gonfi e dorati. Sgocciolarli su carta assorbente da cucina.
Fare sciogliere il miele a bagnomaria in una pentola abbastanza capiente; togliere la pentola dal fuoco e unire gli struffoli fritti, rimescolando delicatamente fino a quando non si siano bene impregnati di miele. Versare quindi la metà circa dei confettini e della frutta candita tagliata a pezzettini e rimescolare di nuovo.
Prendere quindi il piatto di portata e disporre gli struffoli. Poi, a miele ancora caldo, prendere i confettini e la frutta candita restanti e spargerli sugli struffoli in modo da ottenere un effetto esteticamente gradevole.

ph: fonte da internet

ph: fonte da internet

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