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Ricette Napoletane

Il basilico: storia, proprietà e metodi di conservazione

ph: fonte da internet

Il basilico (a Napoli detto “vasenicola”) è una pianta aromatica le cui foglie vengono usate in tantissime ricette, prima su tutte il pesto alla genovese, del quale è l’ingrediente principale. Il basilico può essere anche conservato! Uno dei metodi più antichi per la conservazione è questo che vi proponiamo. Prima ancora della ricetta per la conservazione vi lasciamo qualche nozione storica…

Il termine basilico (Ocimum basilicus), deriva dal greco “Basilikos”, che significa “Erba degna di re, regale”, come ricordato da Teofrasto nel III secolo a.C. E’ stato da sempre associato alla sacralità. Si dice infatti che sia nato ai piedi della croce di Cristo e raccolto dall’imperatrice Elena che lo diffuse in tutto il mondo.E’ una pianta che si distingue per le curiose credenze che ruotano intorno ad essa: sia i Greci che i Romani erano convintissimi che, per far crescere una sana piantina, occorresse seminarla, accompagnando l’operazione con insulti e maledizioni; mentre nel Medioevo, per poterlo raccogliere, si doveva prima purificare la mano destra, lavandola in tre diverse fonti, adoperando poi un ramo di quercia e indossando candidi abiti di lino. Le superstizioni non erano esclusive dell’antichità, dato che nel 1800 alcuni Inglesi residenti in India giravano abitudinariamente con una collana in legno di basilico per neutralizzare gli impulsi elettrici, tenendo lontano i fulmini, come sosteneva la religione Indù. Nello stesso periodo, ma solo durante le eclissi, il basilico veniva anche mangiato e deposto nelle riserve d’acqua per prevenire contaminazioni.I Galli lo consideravano una pianta sacra, tanto da permettere la raccolta delle sue foglie solo a coloro che avevano seguito un complesso rituale di purificazione; gli Egiziani lo usavano per la preparazione di balsami per l’imbalsamazione dei defunti; mentre nella cultura romana, oltre ad essere usato in cucina (Apicio lo inserisce nelle sue ricette), il basilico era molto apprezzato come erba curativa, capace di guarire le ferite. Secondo Plinio il Vecchio, le sue foglie avevano un forte potere afrodisiaco, per questo divenne il simbolo degli innamorati; contrariamente alla mitologia medievale che lo riteneva il simbolo dell’odio. Nel Decamerone, Boccaccio narra la storia di Elisabetta da Messina che seppellì la testa del suo amato Lorenzo, barbaramente assassinato dai gelosi fratelli di lei, in un grande vaso di basilico che innaffiava tutti i giorni.

Il basilico ha davvero infinite proprietà: le sue foglie contengono composti antinfiammatori e antibatterici, come l’eugenolo – benefico per coloro che soffrono di condizioni infiammatorie croniche all’intestino, artrite reumatoide, osteoartrite o artrosi, febbre e altre infiammazioni -, il linanolo -, che ha attività antifungina -, il limonene, etc.

INGREDIENTI

  • basilico
  • olio d’oliva

Prendere le foglie di basilico, lavarle e dopo averle fatte asciugare infilarle in un barattolo aggiungendo dell’olio, quindi tappate il barattolo e lasciate bollire sul fuoco per 30 minuti.
Fare attenzione che le foglie siano ben asciutte e che l’olio copra tutte le foglie per evitare un’errata conservazione.
Da quest’ultima si estrae anche un‘olio aromatizzato al basilico. Le foglie tenderanno a diventare molli, non saranno più adatte a decorare ma saranno ottime per insaporire!

ph: fonte da internet

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