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Il Culto del Caffè a Napoli

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Nella Tradizione Napoletana il caffè o meglio “a’ tazzulell e’ cafè” , per i Napoletani è un abitudine di vita come svegliarsi al mattino o quant’altro. Fa parte della vita quotidiana, dalla colazione al mattino, alla pausa lavorativa, alla fine di un pranzo o semplicemente per fare due chiacchiere fra amici o socializzare.
Il caffè a Napoli è un “rito” al quale non ci si sottrae mai, non lo si rifiuta ed agl’ospiti è la prima cosa che viene servita.
Il Caffè era una pianta dell’Abissinia che successivamente fu portata in Arabia e da qui in Turchia dove nacquero i primi locali dove servivano la bevanda nera. La sua comparsa in Europa la dobbiamo grazie ai mercanti Veneziani che da Costantinopoli portarono il caffè a Venezia ma nonostante ciò fu Vienna ad essere la prima città d’Europa a dare inizio al culto del caffè instituendo i primi “Caffè Viennesi”, i cosiddetti “Kaffeehaus”.

Da Vienna a Napoli il passo fu breve dato che l’introduzione della bevanda nella città Partenopea fu fatta grazie a “Maria Carolina d’Asburgo Lorena” la quale, sposando “Ferdinando di Borbone” , radicò la tradizione del caffè nella cultura Napoletana. Grazie alla nuova Regina quindi, Napoli divenne il fulcro principale e volano per l’espansione in altri paesi d’Europa della famosa bevanda nera grazie anche a metodi di tostatura particolari affinati nella città Partenopea la quale risultò essere la più apprezzata. Si dice che“Maria Antonietta”, sorella di “Maria Carolina” e Regina di Francia, prima di salire sul patibolo chiese di bere una tazza di caffè. Insomma, dobbiamo alle due sorelle Austriache la profusione di questa bevanda in Europa.

Il Metodo tradizionale di preparare un buon “Caffè Napoletano” parte dalla macchinetta con la quale si prepara, detta appunto “La Napoletana”, in dialetto“Cuccuma”, e prende il suo nome proprio dalla città di Napoli dove fu inventata dal Francese “Morize” nel 1819 e che poi si diffuse in tutta Italia. Tale caffettiera venne successivamente sostituita del corso del XX secolo dalla classica “Moka” la quale risulta più facile e veloce nel preparare la bevanda. Tuttavia ancora oggi la classica“Napoletana” viene ancora prodotta così alla come era il suo aspetto tradizionale. Anche la preparazione del caffè con la “Napoletana” risulta essere una sorta di rito: una volta aperta la macchinetta il filtro viene riempito con la polvere di caffè che viene appiattita e creati alcuni piccoli solchi. L’acqua ha anch’essa un ruolo fondamentale e si dice che quella di Napoli, la quale proviene dalla fonte del Serino, sia la migliore per preparare un caffè eccellente. Una volta messa la macchinetta sul fuoco, si passa alla preparazione del famoso “Coppetiello”, cioè un foglio di carta di giornale bagnata e fatto a forma di cono e che viene messo sul beccuccio della macchinetta proprio perché la sua funzione è quella di trattenere tutti i sapori e gli aromi del caffè all’interno della macchinetta stessa. Il classico “Caffè Napoletano” è pronto. Questo rito nella preparazione del caffè era ed è talmente sacro per i Napoletani tanto da essere esaltato dal grande “Eduardo De Filippo” in una scena del suo film “Questi Fantasmi” quando spiega al professore, suo dirimpettaio, tutto il procedimento.

Il culto del caffè è talmente intriso nei Napoletani tanto da aver dato vita al famoso “Caffè Sospeso”che ancora oggi risulta essere una tradizione che continua nei bar della città. Quando un Napoletano entra in un bar e chiede un “Caffè Sospeso”, vuol dire che ne paga due e ne riceve uno in modo che se una persona povera entra nel bar e chiede se c’è un caffè sospeso ed il barista gli dice di si, allora gli viene preparato un caffè e gli viene servito come se fosse stato offerto.

Insomma, il caffè a Napoli non è solo tradizione o cultura, ma è parte integrante della vita quotidiana sia personale che sociale ed ogni momento è sempre il momento buono per prendersi “na’ tazzulella e’cafè”





Foto di copretina : fonte internet.

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