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La quarta edizione della Festa dell’Albero celebra la natura come forma d’arte

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Inizierà domani e finirà domenica la quarta edizione della “Festa dell’Albero”, evento che si svolgerà presso l’Orto Botanico di Napoli finalizzato alla sensibilizzazione dei cittadini sullo stato reale del patrimonio verde urbano. Per l’occasione la redazione di We Like Napoli ha rivolto alcune domande alla Dott. ssa Rosa Muoio, Coordinatore tecnico presso l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

1.    Ci parli della Festa dell’Albero.

L’Orto Botanico di Napoli celebra quest’anno la quarta edizione della Festa dell’Albero, manifestazione istituita dal Ministero dell’Ambiente; trattasi di una vecchia festa di istituzione fascista per anni dimenticata e poi rinnovata in virtù del fatto che oggi stiamo conferendo più attenzione al nostro pianeta e alla biodiversità in generale. Un’occasione per rinnovare l’amore e il rispetto per la natura. Perciò la nostra struttura venerdì, sabato e domenica sarà aperta al pubblico e ospiterà diverse iniziative: venerdì si svolgerà un convegno sulla problematica del verde urbano, spesso deturpato dai cambiamenti climatici e dai parassiti, deturpazioni che determinano poi un cambiamento del verde ornamentale (basti pensare all’invasione del punteruolo rosso che ha distrutto interi filari di palme causando un brusco cambiamento dell’aspetto di alcune città); sabato e domenica l’Orto sarà aperto dalle ore 9 alle ore 13, ivi si svolgeranno le “apparizioni fantastiche del mondo dei boschi” a cura ella compagnia “I Teatrini”: quattro personaggi fantastici faranno delle apparizioni declamando poesie e dando vita a rappresentazioni che culmineranno in un momento finale ove tutti potranno abbracciare un albero; si svolgerà anche una sfilata di abiti d’epoca, questo per attrarre coloro che non sono appassionati di botanica e fare in modo che l’Orto Botanico diventi il punto di riferimento cittadino per quanto riguarda il verde urbano.

2.    Quali sono i progetti dell’Università Federico II in merito al futuro dell’Orto Botanico?

Siamo in un momento di transizione, in quanto la Federico II – così come tante università italiane – sta attraversando un periodo di profonda depressione economica, in quanto ci avvaliamo di volontari, noi stessi lo siamo. Speriamo in un futuro migliore nazionale che coinvolga anche il mondo dell’università

3.    Spesso ci ritroviamo avanti a ragazzi e bambini ormai estranei alla natura nelle sue tante forme. Come si dovrebbe fare educazione ambientale oggi?

Rispetto a 10-15 anni fa è cambiata l’attenzione del “pubblico” verso la divulgazione della cultura naturalistica, le scienze sono diffuse sin dalle scuole elementari; si fanno inoltre tante attività collaterali finalizzate ad invogliare i giovanissimi ad amare il verde (ad es. il giardinaggio, gli orti didattici). Ovviamente ci vorranno degli anni per ottenere risultati ragguardevoli, tuttavia qualcosa si sta già facendo e le nuove generazioni sono già più consapevoli rispetto a quelle di un ventennio fa.

4.    L’arte può aiutare a conoscere l’ambiente e imparare a rispettarlo?

Penso di si perché di fatto l’arte è espressione e coerenza di qualcosa che è nella mente dell’artista. Penso che la natura sia l’emblema massimo di una realizzazione artistica che è un equilibrio preciso, basti pensare ai cicli perfetti delle riproduzioni delle piante, ai disegni fantastici delle forme dei fiori e dei frutti. Quindi la natura stessa è arte!

5.    Esiste secondo Lei attualmente in Italia una città ideale?

L’estremo nord della nostra penisola ha maggiormente radicati il concetto di verde e il concetto di rispetto per la natura. Torino, ad esempio, ha tanti parchi urbani; anche altre città del nord, come quelle del Trentino, sono ricche di spazi verdi.

6.    Un consiglio per il turismo naturale della nostra Regione.

Il turismo naturale potrebbe costituire una risorsa importante, un generatore di lavoro per tanti tipi di segmenti. Significherebbe avere più libertà di gestione: noi siamo una struttura pubblica vincolata a specifici giorni e ore di apertura, addirittura non ci è consentito di essere inseriti in alcuni circuiti. Sarebbe invece opportuno che l’Orto Botanico entrasse a far parte dei pacchetti che vengono proposti dalle agenzie di viaggi.

7.    Ci parli dei progetti di ricerca che seguite in facoltà.

Ognuno di noi ha un’attività di ricerca dedicata: dalla botanica sistematica pura e semplice all’ecologia applicata, all’etnobotanica (che studia la relazione uomo – pianta).

8.    Le caratteristiche dello studente ideale.

Andare oltre la superficialità. Elaborare evitando i “copia e incolla”. Non aspirare al posto di lavoro tradizionale. Avere tanti sogni nel cassetto che deve essere riempito un po’ alla volta.

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