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Arte/Musei

Museo Civico di Castel Nuovo

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Situato nell’omonimo Castello, meglio conosciuto come “Maschio Angioino”, è stato inaugurato nel 1993. Il museo apre le sue porte iniziando a mostrare alcuni ambienti del castello come la “Cappella Palatina” e la “Sala dell’Armeria” per poi proseguire ai piani alti dove troviamo dipinti, sculture ed oggetti d’epoca dal medioevo al tardo ottocento.
La “Cappella Palatina”, risalente al 1307, è il primo ambiente che si incontra ed è anche l’unica struttura di tutto il castello risalente alla prima fase di costruzione di epoca “Angioina”.

 Il suo portale “Rinascimentale” è costituito dai rilievi della “Natività”, della “Madonna” e da“Angeli” realizzati da “Andrea dell’Aquila” e di“Francesco Laurana” ed è sormontato da un“Rosone” di “Matteo Forcimanya” appartenente alla “Scuola Catalana”. All’interno invece troviamo alcune pitture giottesche attribuiti a “Maso de Banco”, un “Ciborio” Quattrocentesco di “Iacopo della Pia”, una serie di affreschi risalenti al XIV secolo provenienti dal “Castello del Balzo” di Casaluce ed un altro ciborio trecentesco di “San Gennaro extra Moenia”. Di particolare importanza troviamo diverse sculture realizzate da artisti che lavorarono all’arco trionfale di “Alfonso di Aragona”, classici esempi del rinascimento Napoletano tra le quali troviamo “La Madonna in trono col Bambino” di “Francesco Laurana”, proveniente da “Sant’Agostino della Zecca”. Quest’opera fu realizzata durante il primo soggiorno dell’artista a Napoli e in quanto a stile si avvicina molto all’Arco Alfonsino dello stesso autore. Mentre una seconda opera del “Laurana” fu scolpita appositamente per la cappella nel suo secondo soggiorno Napoletano nel 1474. Altre opere di rilievo sono quelle realizzate da “Domenico Gagini” il quale fu allievo sia di “Donatello” che del “Brunelleschi” e realizzò due Tabernacoli posti uno di fronte all’altro raffiguranti entrambi “La Madonna col Bambino” dove una delle due sculture proveniva dalla“dell’Annunziata Maggiore”. L’interno della Cappella presentava anche degl’affreschi di “Giotto” realizzati intorno al 1330 i quali raffiguravano il “Vecchio ed il Nuovo Testamento”, ma purtroppo questi affreschi sono quasi andati interamente perduti, restano solo piccole parti decorative negli sguanci delle finestre. Troviamo infine esposti anche oggetti in argento che facevano parte delle suppellettili della “Basilica della Santissima Annunziata Maggiore” fra i quali spiccano dei Candelieri di epoca Barocca.
Entrando invece nella “Sala dell’Armeria” si nota subito una vasca risalente al V secolo rivestita di marmo bianco su cui si inserisce la cortina Angioina. Ma la parte più antica della sala si trova nella parte orientale della stessa ed è un “Abside”che si apre in cinque nicchie risalente al I secolo a.C. Si pensa che si tratti di una piscina appartenente ad una villa romana e molto probabilmente a quella di “Licinio Lucullo”.

Accedendo al primo piano possiamo ammirare una serie di opere d’arti provenienti da chiese cittadine chiuse o da enti soppressi. Le varie sale sono suddivise in ordine cronologico e possiamo ammirare dipinti risalenti al quattrocento come una “Madonna con Bambino e Santi” proveniente dalla Chiesa di “San’Eligio Maggiore”, Tavole del cinquecento e seicento come una “Morte di San Giuseppe” di “Paolo De Matteis”. Questi sono solo due esempi delle splendide opere che possiamo trovare a questo piano.
Al secondo piano invece troviamo opere pittoriche risalenti all’ottocento ed al novecento di proprietà del Comune di Napoli. Sono esposte sculture di “Vincenzo Gemito” e le opere di “Francesco Jerace” facenti parte proprio della “Donazione Jerace” avvenuta proprio a favore del comune. Le varie opere esposte riguardano essenzialmente contenuti patriottici, risorgimentali e rivoluzionari dove vengono raffigurate il coraggio ed il sacrificio per l’Italia. Troviamo inoltre anche dipinti paesaggistici della “Scuola di Posillipo” tra cui le opere di “Federico Rossano”


Foto di copretina : fonte internet.

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