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Arte/Musei

Museo Pio Monte della Misericordia

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Situato lungo il “Decumano Maggiore” in “Piazza Riaro Sforza”, il museo “Pio Monte della Misericordia” raccoglie pitture seicentesche della“Scuola Napoletana”, tra le quali troviamo una gran quantità di pitture donate da “Francesco De Mura” e la tela delle “Sette Opere di Misericordia” del “Caravaggio”, primo dipinto dell’artista realizzato durante il suo primo soggiorno a Napoli.
Il Museo, nato come “istituzione Benefica” la quale è tra le più antiche ed attive tutt’oggi della città, fu fondata a partire dal 1601 dalla volontà di sei giovani Nobili Napoletani i quali erano solito riunirsi ogni venerdì nell’Ospedale degli incurabili per organizzare opere assistenziali e caritatevoli e dal 1602 prese appunto il nome di “Pio Monte della Misericordia” avendo sede in una chiesa costruita da “Giovan Giacomo di Conforto”, vicino alla scala che conduceva al Duomo. A partire dalla metà del 600 le esigenze dell’ente benefico crebbero a tal punto che la struttura aveva bisogno di ampliarsi e ciò accadde grazie all’architetto “Francesco Antonio Picchiatti” il quale acquistò costruzioni limitrofe allargando l’edificio fino ad arrivare all’aspetto finale che ancora oggi vi si trova la sede attuale.
La chiesa, a pianta ottagonale, è composta da sette cappelle alla quale si accede dalla seconda arcata del palazzo realizzata anch’essa dal “PIcchiatti”. Possiamo ammirare sulle pareti del presbiterio una “Sant’Anna” di “Giacomo De Castro” ed una“Madonna della Purità” di “Andrea Malinconico”. Particolari nelle loro forme un po’ bizzarre, troviamo le acquasantiere realizzate dal “Picchiatti”. Sull’Altare Maggiore invece, possiamo ammirare e rimanere estasiati dalla sua bellezza il Capolavoro del “Caravaggio” ossia “Le sette Opere di Misericordia”.
Gli altari delle sette Cappelle laterali sono ornate anch’esse da altrettanti spettacolari dipinti:

- “San Paolino che libera lo schiavo” di “Giovanni Bernardino Azzolino” (1626);
– “Cristo in casa di Marta e Maria” di “Fabrizio Santafede” (1612);
– “Deposizione di Cristo” di “Luca Giordano” (1671);
– “Buon Samaritano” di “Giovanni Vincenzo Forlì” (1606-07);
– “San Pietro che resuscita Tabitha” di “Fabrizio Santafede” (1611);
– “Liberazione di san Pietro” di “Battistello Caracciolo” (1615)
– “Cristo e l’adultera” di “Luca Giordano” (1660 circa)

Il palazzo invece presenta un portico in Piperno a cinque arcate con su un fregio sul quale vi è inciso un verso del “Profeta Isaia” il quale recita: “Fluent ad eum omnes gentes”. Un complesso scultoreo invece è posto al centro del portico il quale raffigura “La Madonna della Misericordia” al centro mentre ai lati due figure allegoriche rappresentano le opere di carità corporali. Tali statue furono commissionate originariamente al “Bernini” il quale però dovette rifiutare per altri impegni già presi e quindi furono eseguite da “Andrea Falcone” figlio del più celebre“Aniello Falcone”, opere realizzate probabilmente su disegno di “Cosimo Fanzago”.

Dal portico di sinistra del palazzo vi si trova l’accesso alla “Quadreria” considerata una delle collezioni private tra le più importanti e prestigiose d’Italia aperte al pubblico. Realizzata da donazioni fatte al “Pio Monte”, la collezione è formata per la maggior parte da dipinti del XVI e XVII secolo tra cui spicca la numerosa collezione donata dal pittore “Francesco De Mura” nel 1782 composta originariamente da 180 dipinti ma che successivamente si sono ridotte a 43 secondo il suo volere per far fronte alle opere assistenziali. Altra collezione di opere d’arti riguarda la donazione proveniente da patrimonio della Nobildonna “Maria Sofia Capece Galeota” nel 1933, in più nelle sale troviamo anche paramenti sacri del XVII e XVIII secolo ed il fantastico tavolo a sette lati usato per le riunioni dei governatori dell’ente.
Infine troviamo “L’Archivio Storico” nel quale sono conservati diversi documenti importanti risalenti al 1600 come l’atto costitutivo dell’ente benefico (1602), la copia“Breve di Papa Paolo V” con il quale veniva concesso la costituzione del “Pio Monte” (1605).

Inoltre troviamo diversi contratti degl’autori che hanno effettuato le opere come il contratto firmato dal “Caravaggio” il quale si impegnava ad eseguire“Le Sette Opere di Misericordia” dietro il compenso di 470 ducati, un altro di “Luca Giordano” per la realizzazione de la “Deposizione del Cristo” per un compenso di 200 ducati e quello di “Battistello Caracciolo” che eseguì “La Liberazione di San Pietro” per 100 ducati. Infine vi è anche conservato il testamento di “Francesco De Mura” il quale lasciava in eredità al “Pio Monte” la sua collezione e nel quale documento vi era scritto le opere potevano essere vendute solo a patto che i ricavati venissero utilizzati per fini benefici.

Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale del Museo. 



Foto di copretina : fonte internet.

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