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Cibo

Pomodorini del Piennolo del Vesuvio

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Una delle produzioni agricole più caratteristiche e tipiche della zona alle pendici del “Vesuvio” è la coltivazione del cosiddetto “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio” divenuto prodotto a“Denominazione di Origine Protetta – DOP”dal 2009 ed ha origini antiche nella zona tanto da fare la sua comparsa anche nel tipico “presepe Napoletano” Le sue caratteristiche sono quelle di avere una forma a ciliegia di circa 20-25 grammi con all’estremità il famoso “Pizzo” che lo contraddistingue da tutte le altre varietà di pomodori esistenti al mondo e da due solchi laterali che partono dal picciolo donando una forma unica a questo pomodoro. Essi vengono anche chiamati per l’appunto “Piennoli” per l’abitudine che si ha da secoli di raccoglierli in grappoli, dette anche “Schiocche”, ed appenderli alle pareti dei balconi o soffitti di casa con corde di canapa.
La sua buccia si presenta spessa e resistente mentre al suo interno troviamo un cuore sodo e compatto ma povero di succo proprio perché viene asciugato dal sole che splende sulle pendici del Vesuvio. Il loro sapore è dolce ed acidulo e più restano appesi più il loro profumo e gusto diventano intensi.
La semina del “Piennolo” avviene agli inizi della primavera a fine marzo inizio aprile e come vuole la tradizione, vengono raccolti in grappoli tra luglio ed agosto e lasciati maturare alle pareti o soffitte con la giusta temperatura ed umidità fino ad inverno inoltrato o addirittura fino alla primavera successiva.

Grazie a questo procedimento, si possono gustare piatti tipici della cucina Napoletana per diversi mesi come piatti a base di pesce, pizze o primi piatti come ad esempio spaghetti alle vongole. Ma risultano eccellenti anche con la “Carne alla Pizzaiola”ossia fettine di carne lasciate cuocere in un sugo fatto dai pomodorini olio aglio e sale. A cottura ultimata, così come vuole la tradizione Napoletana, il sughetto serve a preparare anche il primo piatto ossia a condire i maccheroni.

Ottimi anche come spuntino di mezza mattinata, così come i contadini fanno da secoli, i pomodorini vengono “schiattati” (schiacciati) sul pane con un filo d’olio, sale e basilico.

La coltivazione del pomodorino ha radici storiche ed anche ben documentate come ad esempio troviamo cenni della sua coltivazione alle falde del Vesuvio nel libro di “Achille Bruni – Degli ortaggi e loro coltivazione presso la città di Napoli”del 1858 citando testuali parole: “si mantengono ottimi fino in primavera, purché legati in serti e sospesi alle soffitte”.

Le caratteristiche del terreno di origine vulcanica, composto da materiale piroclastico stratificatosi nei secoli dalle varie colate laviche e ricco di potassio, rendono questa coltivazione unica nel suo genere ed irripetibile in qualsiasi altra parte del mondo complice anche l’aria di mare che sale dal golfo di Napoli, dona un sapore ed un gusto straordinari rendendo appunto il prodotto “DOP”. 

Foto di copretina : Angelo Pomposo Martinelli – © welikenapoli

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