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Arte/Musei

Questa bella Partenope: la Pianta Baratta ritorna al Museo di San Martino

Pianta Baratta

La celebre Pianta Baratta ritorna dopo settantacinque anni nel Museo di San Martino,  l’opera presentata in questa occasione, analoga al precedente e storico esemplare acquisito nel 1872 per il Museo, è stata concessa in comodato d’uso da Intesa Sanpaolo ed era finora esposta alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, polo museale della Banca a Napoli.

La Carta murale della città di Napoli del 1629, nota come Pianta Baratta, è una carta estremamente importante e rara, eseguita con tutta probabilità per volontà vicereale, a scopo non commerciale ma politico-militare. Le sue dimensioni monumentali in sedici fogli, l’inserimento di apparati didattici  e la lunga Cavalcata in basso richiesero ad Alessandro Baratta e ai suoi collaboratori molti anni di lavoro. La sua importanza è soprattutto nell’amplissima estensione rappresentata, che documenta lo stato della città in vivace e talora caotica espansione ai primi del Seicento; il suo fascino è nell’utilizzo di un impianto prospettico unito allo sviluppo in alzato, così da far sembrare allo spettatore di trovarsi sempre in asse con il punto che sta osservando.

In questa occasione viene esposta con un nuovo allestimento e completa la nota collezione di cartografia della città di Napoli del Museo, una sezione che documenta la storia urbanistica di Napoli, rilevante per gli specialisti del settore ma anche per tutti gli appassionati della storia e della topografia della città.

La Pianta Baratta entrò nel Museo nel 1872, su richiesta del Soprintendente Giuseppe Fiorelli, con il parere favorevole del Ministero della Guerra, allo scopo di arricchire la raccolta di “ricordi storici Napoletani”. Da quel momento in poi la pianta divenne il nucleo intorno al quale si sarebbe sviluppata, tra fine secolo XIX e primo trentennio del XX, la prestigiosa raccolta di topografia napoletana di San Martino che  costituisce ancora oggi uno dei settori più visitati.

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Nel 1940, nell’ambito di una grande ‘Mostra triennale delle terre d’Oltremare’, il Museo di San Martino concesse il prestito di molti importanti oggetti e, tra questi, la carta in questione. A causa dello scoppio del secondo conflitto mondiale le opere ritornarono in sede dai depositi “di protezione dai rischi di guerra” soltanto nel ’47; tra queste, tuttavia, non figurava più la Pianta Baratta. L’esemplare esposto ora al Museo, in tutto simile a quello disperso, fu acquistato, nel 1955, dalla Banca Commerciale Italiana per confluire poi nelle raccolte d’arte di Intesa Sanpaolo.

Interverranno: Fabrizio Vona, Soprintendente per il polo museale di Napoli; Rita Pastorelli, direttore del Museo di San Martino; Ileana Creazzo, funzionario del museo; Antonio Denunzio, coordinatore delle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano.

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