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Storia

Dall’unità d’Italia ad oggi

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Con l’annessione al “Regno d’Italia”, Napoli retrocesse da Capitale di Regno a semplice capoluogo di regione, ma rimase comunque il centro politico economico e sociale di tutto il meridione. A fine Ottocento Napoli era la quinta città d’Europa per popolazione dopo “Londra, Parigi, Madrid e Vienna” ma purtroppo, a differenza di queste capitali Europee, la città di Napoli versava in una profonda crisi sociale ed economica denunciata anche dalla scrittrice“Matilde Serao” nel suo libro “Il Ventre di Napoli”. Nel 1883 a causa di una gravissima epidemia di colera, la città fu oggetto di un grande risanamento urbano perché il sindaco dell’epoca, Nicola Amore, la principale causa del diffondersi della malattia era da imputare proprio al degrado di alcune zone della città quindi, una volta adottata la legge, venne fondata il 15 dicembre 1888 “La società per il Risanamento di Napoli”. Decisero di abbattere numerosi edifici del centro per far posto al “Corso Umberto”, alle piazze Nicola Amore cioè “Piazza Quattro Palazzi” e piazza Giovanni Bovio ossia “Piazza Borsa”, ed alla “Galleria Umberto I”. Tali costruzioni in realtà rappresentavano quasi un elemento di copertura dato che alle loro spalle la situazione di degrado e povertà era rimasta praticamente immutata. Nello stesso periodo, in contrapposizione a tali problemi, in città ebbe inizio la cosiddetta “Belle Époque Napoletana” con la nascita dei famosi “Café chantant” dai grandi eventi musicali e teatrali. Anche dopo la prima guerra mondiale le attività culturali continuarono a crescere, soprattutto nella pittura e nell’editoria. Il Porto di Napoli mantenne comunque la sua importanza tanto che negl’anni successivi da qui partivano le spedizioni per le colonie d’oltremare come “Eritrea, Libia e Somalia”, ma soprattutto divenne uno dei principali porti Italiani dal quale partirono milioni di emigranti che raggiunsero gli Stati Uniti e l’Argentina.

Nel 1869 Napoli dette i natali a re “Vittorio Emanuele III” che grazie a lui la città subì dei miglioramenti favorendo la sua città di nascita. Abbellimenti urbani furono attuate un po’ ovunque nella città, vi fu poi la costruzione dell’aeroporto nel (1936), realizzò le funivie del Vomero, La linea ferroviaria Metropolitana e realizzò due zone industriali ad est ed a sud della città.

Purtroppo nel primo dopoguerra, la città non venne risparmiata dalla grave crisi economica che colpì tutto il paese e Napoli dovette aspettare il Ventennio Fascista per vedere i primi segnali di ripresa. Mussolini investì molto su Napoli tanto da essere proclamata da lui stesso “La Città Porto dell’Impero”, anche se poi assunse più un ruolo militare. In questo periodo venne costruita “La Mostra d’Oltremare” la quale fu ideata ed allestita nel 1937 in contemporanea all’EUR di Roma proprio per ospitare una manifestazione la quale servì a celebrare l’espansione Politica ed Economica dell’Italia sui mari e sulle terre d’oltremare. Furono avviate anche altre trasformazioni urbane come ad esempio quello di espandere la città verso i campi flegrei col progetto Mostra/Fuorigrotta che rappresentò il più importante fra i piani urbani di Napoli. Vennero fatti anche interventi alla zona costiera e collinare ma tuttavia, nonostante tali ampliamenti, la città non riuscì a risolvere i suoi problemi soprattutto dovuti alla mancanza di strutture economiche che fronteggiassero la crescita esponenziale della popolazione, soprattutto nel biennio 1925/27 quando i comuni limitrofi della città vennero annessi al comune di Napoli.

Con l’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, la città ebbe un grosso crollo economico. Napoli, durante tutta la guerra, fu la città ad essere più di tutte bombardata con circa 200 raid quasi tutti da parte degl’alleati con un numero stimato di morti che vanno dalle ventimila alle venticinquemila persone. Nel 1943 la città subì diversi danni dovuti all’esplosione della nave “Caterina Costa” ormeggiata al porto la quale era carica di materiale bellico destinata alle truppe dell’Esercito in Tunisia.

A bordo si sviluppò un incendio che ancora oggi non si sa come, creando un esplosione devastante tanto da far sprofondare il molo e da far trovare pezzi di materiale bellico roventi a Piazza Carlo III, la Stazione Centrale, Piazza Mercato e Vomero provocando la morte di 600 persone e 3000 feriti. Dopo l’Armistizio dell’8 Settembre dove il Re firmò la resa con gli Anglo-Americani, i Tedeschi occuparono la città il 12 Settembre 1943. La popolazione ormai stufa e sofferente, cominciò ad insorgere con delle rivolte popolari contro l’occupazione tanto che il colonnello Scholl fece affiggere il famoso manifesto in cui proclamava lo stato d’assedio della città e con l’ordine di usare le armi contro ogni cittadino che si fosse reso responsabile di ogni attacco ostile con rappresaglie, ammazzando 100 civili per ogni tedesco ucciso.

Dopo diversi scontri, il 24 Settembre il comando tedesco ordinò lo sgombero di tutte le abitazioni entro 300 metri dalla linea del mare e successivamente venne proclamato “Il servizio obbligatorio al lavoro nazionale” cioè la deportazione della popolazione attiva. Questo episodio fu la scintilla che fece esplodere definitivamente il Popolo. Iniziarono le famose “Quattro Giornate di Napoli” che dal 28 Settembre al 1° Ottobre la folle insorse contro l’occupante Nazista che fu costretto a scappare lasciando che in pochi giorni le forze alleate entrassero in città già libera e senza perdite così da poter proseguire verso Roma. Napoli fu la prima città d’Europa ad insorgere contro il regime nazista con successo e per tutte le azioni e le sofferenze patite dal Popolo, la città venne decorata al “Valor Militare per la Guerra di Liberazione” insignita della “Medaglia d’Oro al Valor Militare”.

Dopo la fine della Guerra Napoli, come altre città d’Italia, si trovò a vivere un periodo di boom economico dove i fattori principali furono edilizia, sanità, istruzione e lavoro, fattori che permisero alla città di rimanere la terza in Italia dopo Roma e Milano. Negl’anni cinquanta la città si trovò in mezzo ad una speculazione edilizia tale da crescere in maniera esponenziale senza soluzione di continuità e soprattutto senza un programma di sviluppo preciso che unisse il centro della città con le nuove periferie intercomunali. Col terremoto dell’Irpina del 1980 anche Napoli fu gravemente danneggiata anche se solo in alcune zone, e nonostante ciò, il comune non ottenne grosse somme di denaro per la ricostruzione in più nella maggior parte dei casi i lavori di recupero durarono per circa un decennio, complicando ancora di più il già precario assetto urbano.

Nel 1982 iniziarono i lavori del futuro “Centro Direzionale di Napoli” il quale risulta essere il primo skyline di grattacieli dell’Europa Meridionale.

Per la sua straordinaria storia millenaria, il Governo Italiano ha più volte candidato Napoli come probabile sede di istituzioni Europee ed internazionali, come ad esempio la “Banca Euromed”“l’Assemblea Europarlamentare”oppure un ufficio del “Parlamento Europeo” che la farebbero entrare in quel circuito di città che seppur non capitali di stato, posseggono rilevanti sedi istituzionali così come lo è “New York” che ospita la sede dell’ONU. 

 

Foto di copretina : Angelo Pomposo Martinelli – © welikenapoli

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