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Storia

Epoca Romana

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Le mire espansionistiche di “Roma” si focalizzarono su “Neapolis” intuendo le potenzialità del suo porto, della sua economia e del suo commercio, il nuovo“Impero” cercò in tutti i modi di sottrarre la città dall’influenza “Greca”“Cumana” e“Sannita” infatti, nel 327 a.C., il Console Romano “Quinto Publio Filone” accampò il suo esercito fra i due insediamenti urbani di “Neapolis” e “Palepolis”, in modo tale da impedire che si aiutassero fra di loro dato che gli attacchi provenivano da entrambi i fronti. Nel frattempo “Lucio Cornelio Lentulo” entrò nel territorio dei“Sanniti” alleati dei “Greci di Palepolis” tanto che quest’ultima si arrese circa un anno dopo.

Durante la “Battaglia di Eraclea” nel 280 a.C.,“Pirro” una volta accortosi che potevano esserci soluzioni diplomatiche col Senato di Roma, decise di avanzare verso nord e durante il tragitto decise di puntare verso “Neapolis”, o per sottrarla o per indurla a ribellarsi contro i Romani. Tale tentativo fallì e comportò anche una perdita di tempo dato che quando giunse a “Capua”, trovò la città già sotto il presidio di “Publio Valerio Levino”avvantaggiando Roma nella sua mira espansionistica. Ormai “Neapolis”, sotto il controllo di “Roma”, cominciò a vivere un periodo storico di cambiamento soprattutto in ambito commerciale visto che nel 199 a.C. fu istituita una dogana e le importazioni in città diminuirono drasticamente portando i massimi vantaggi alla vicina “Pozzuoli”.

Successivamente “Annibale” fece diversi tentativi di rivoltare la popolazione contro“Roma” ma ognuno dei quali risultò un fallimento, a quel punto “Neapolis” fu elevata a “Municipio di Roma” perdendo gran parte delle sue autonomie anche se alcune tradizioni Greche restarono radicate.

Nella lotta fra “Gaio Mario” e “Lucio Cornelio Silla” nell’ 82 a.C. la città dovette subire le devastazione di quest’ultimo perché patteggiava per “Mario”“Neapolis”venne privata della propria flotta mercantile e dell’isola d’Ischia e questo compromise seriamente il commercio portando nuovamente vantaggio alla vicina Pozzuoli.

I questo periodo la città crebbe soprattutto culturalmente ponendosi in una posizione di rilievo e di centro culturale. Una delle figure più importanti che rappresentava la libertà politica e culturale di “Neapolis” fu “Virgilio” il quale compose proprio qui “Le Bucoliche”“Le Georgiche” e buona parte de “L’Eneide”.

Purtroppo scontri e battaglie non erano finite e proprio nel 73 a.C. alle porte di “Neapolis”, a“Capua”, scoppiò la rivolta dei Gladiatori capeggiata da “Spartaco” i quali si diressero sul“Vesuvio” e lì ebbe inizio una battaglia nella quale l’esercito Romano ne uscì sconfitto.

Altra guerra nella quale la città dovette pagarne conseguenze negative fu quella civile tra “Giulio Cesare” e “Gneo Pompeo” nel 49 a.C. perché schieratasi con quest’ultimo uscito sconfitto.

L’influenza romana portò in ogni modo alla città grossi benefici sotto ogni punto di vista e questo grazie soprattutto a “Virgilio” che tanto amò “Neapolis”. Il Poeta era amico stretto di molte personalità di potere, primo fra tutti “l’Imperatore Augusto” al quale consigliava spesso la costruzione di opere pubbliche per la città, come ad esempio“L’acquedotto del Serino” che serviva d’acqua non solo la stessa “Neapolis” ma anche le città vicine di “Nola”“Pozzuoli”“Baia” ed “Avella”; La realizzazione di una rete di pozzi e fontane per l’approvvigionamento idrico; un sistema fognario e cloache; una serie di strutture termali a terapeutici “Baia” e “Pozzuoli” per cui fu necessario scavare anche un grosso traforo nella collina di Posillipo conosciuta oggi appunto come “La Grotta di Posillipo” ma che fino al XIV secolo era nota come “La Grotta di Virgilio”.

Come narrano i suoi più antichi filosofi, “Virgilio” aderì alla nuova corrente filosofica e religiosa del tempo ossia il “Neopitagorismo”, movimento proveniente proprio dalle dottrine di “Pitagora” molto diffusa nella “Magna Grecia” e soprattutto a“Neapolis”, una delle poche città che dopo la conquista Romana aveva conservato la sua vita culturale ellenica. A “Virgilio”, in quanto “Filosofo Neopitagorico”, gli vennero consegnati nove talismani di protezione per la città di Napoli.

Grazie a questa sua evoluzione sia urbanistica, commerciale che culturale,“Neapolis” divenne anche meta di molti aristocratici dell’Impero che venivano in città proprio per trascorrere le loro pause di governo o gl’ultimi anni della loro esistenza. Molti di loro si fecero costruire sontuose ville come ad esempio quella di “Lucio Licinio Lucullo” che si estendeva sull’isolotto di “Megaride” fino a “Pizzofalcone”dove secoli prima sorgeva “Palepolis”, oppure la villa Imperiale di “Publio Vedio Pollione” che venne costruita a “Pausylipon” ossia l’odierna “Posillipo”. Anche Imperatori come “Claudio”“Tiberio” e “Nerone” trascorsero a Napoli in splendide ville le loro pause dal Governo.

In questo periodo Storico “Neapolis” fu una città molto contradditoria perché da un lato era contraddistinta da una forte influenza Romana, dall’altro invece aveva una forte voglia di vivere alla Greca che faceva parte sempre della quotidianità della città, tanto da far si che “l’Imperatore Augusto”, ritenendola la città più Greca d’Italia, la scelse come “Custode della Cultura Ellenica”. In questo periodo la città acquisì anche un progressivo aumento di popolazione straniere provenienti soprattutto da “Alessandria d’Egitto”i quali portarono con loro anche le usanze religiose come quella del culto di “Iside” e quella del “dio Nilo” che ancora oggi possiamo ammirare la statua a lui dedicata a “Largo Corpo di Napoli” in pieno centro storico.

 

 

Foto di copretina : fonte internet.

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