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Storia

Preistoria

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La città di “Napoli” è ricchissima di storia e non basterebbero una lunga serie di articoli per raccontare tutta l’evoluzione di quella che poi è divenuta una splendida città fra le più belle al Mondo quindi, cercheremo di raccontare in una serie di sei articoli la nascita, l’espansione e l’evoluzione del tessuto urbano di Napoli partendo proprio dai primi cenni preistorici del luogo.

Il sottosuolo della città ha sempre raccontato, e continua a farlo a gettito continuo ancora oggi, tutte le fasi storiche che Napoli ha avuto nei secoli infatti, durante la costruzione della linea 1 della Metropolitana, in diversi siti sono stati trovati reperti risalenti a diverse epoche storiche tra le quali, quelle più antiche, sono state trovate durante gli scavi per la realizzazione della stazione“Toledo” nei pressi di via A. Diaz ossia, “buchi di palo” risalenti al “VI Millennio a.C.” riconducibili a piccoli insediamenti pastorizi ubicati in tale zona. Sono state ritrovate anche “Tracce incrociate di Aratura” sotto forma di fossili meglio definiti “Paleosuoli”, insieme a frammenti di ceramica risalenti al periodo“Neolitico” tra i V ed il IV Millennio a.C., reperti simili a quelli trovati sul “Monte Echia”, luogo dove poi nascerà l’insediamento di “Partenope” il primo vero e proprio nucleo urbano della città di Napoli, difronte all’isolotto di “Megaride” dove oggi sorge “Castel dell’Ovo”, anch’essi datati nello stesso periodo.

Non lontano da questi luoghi e più precisamente nel “Rione Materdei”, nel 1942 furono trovate delle “Tombe di epoca eneolitica” risalenti al III millennio a.C., le più antiche cavità artificiali rinvenute nella città di Napoli e che venivano utilizzate come luogo di sepoltura legate alla “Cultura del Gaudo”, cioè tombe scavate nella roccia a forma di forno e con un pozzetto per l’accesso e con una o due camere usate per la sepoltura. Studi successivi fatti su tali Catacombe hanno dato conferma, anche grazie ai vari oggetti ritrovate in esse, che in queste tombe sepolcrali venivano riposti i corpi di nuclei familiari di indole guerriera.

Nel corso di tutto il III millennio a.C. quindi, tutta l’area del Napoletano era piena di villaggi i quali avevano sicuramente contatti con le popolazioni egee che risiedevano sulle isole di “Vivara” ed“Ischia” e non solo, perché grazie agli scavi effettuati durante la costruzione della nuova stazione di Napoli per l’Alta Velocità ad Afragola, è stato riportato alla luce un insediamento risalente al XII-X secolo a.C. il quale ha fatto ben intuire le sue spiccate caratteristiche commerciali e produttive. Tale ritrovamento ha dato conferma a tutta la comunità archeologica del fatto che esistesse in quel periodo un centro “Miceneo” sulla terraferma e soprattutto non in una zona costiera o su di un’isola.

Queste sono le prime tracce di insediamenti umani nell’area Napoletana, insediamenti che poi hanno dato origine nel corso dei secoli alla nascita ed all’espansione della città di Napoli.

Foto di copretina : fonte internet.

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