Main Menu
Storia

Regno di Napoli

ferdinando_secondo_big

Sotto il dominio Spagnolo, Napoli, fu governato da un Viceré per più di due secoli, fino a quando il 7 Luglio 1647 scoppiò la cosiddetta rivolta popolare di “Masaniello”. La situazione economica e sociale dell’epoca era alquanto grave soprattutto dalle costose spese di guerra che la Spagna continuava a sostenere tanto da dover infliggere elevate tasse anche alla città di Napoli ma non solo, perché il culmine della disperazione la si ebbe quando i prezzi della frutta, alimento consumato dai ceti umili, lievitarono ulteriormente e da lì si scatenò la rivolta.
“Tommaso Aniello d’Amalfi” meglio conosciuto quindi come “Masaniello”, fu il capo di questa rivolta che col motto “Viva ‘o Rre ‘e Spagna, mora ‘o malgoverno”(Viva il re di Spagna, Muoia il malgoverno), un modo per trovare la difesa del Sovrano dalle prevaricazioni dei suoi sottoposti, diede vita ad una rivolta popolare e che costrinse gli Spagnoli dieci giorni dopo ad accettare le rivendicazioni popolari. Masaniello, fu eletto “Capitano generale del fedelissimo popolo Napoletano”ma purtroppo, proprio nei giorni della sua ascesa, cominciò a dare dei segni di squilibrio mentale tanto da far circolare la voce che fosse pazzo ed a questo punto fu tradito anche da una parte degli stessi rivoltosi e fu fatto uccidere. Tuttavia gli scontri contro gli Spagnoli non si placarono e sotto la guida di un nuovo Capopopolo, ossia“Gennaro Annese”, si diedero vita ad altri violenti scontri contro i soldati del Regno fino a che gli Spagnoli furono scacciati ed il 17 Dicembre venne proclamata la “Real Repubblica Napoletana” guidata dal duca francese “Enrico II di Guisa” il quale, discendente dei d’Angiò, ne rivendicava il trono. La neonata Repubblica ebbe però breve vita perché il sei aprile 1648, una flotta proveniente dalla Spagna e guidata da “don Giovanni d’Austria” figlio naturale di “Filippo IV”, riprese il totale controllo sulla città.
Nel 1707, durante la “Guerra di secessione Spagnola”, l’Austria conquistò Napoli ma la tenne solo fino al 1734, anno in cui “Carlo di Borbone” occupò la città creando un nuovo stato indipendente che comprendeva tutto il sud Italia e la Sicilia.
Il nuovo Re di Napoli ereditò una situazione sociale politica ed economica alquanto disastrosa, provocata dalla pesante pressione fiscale, e non solo, attuata dagli Spagnoli negl’anni precedenti. La prima cosa che fece per risollevare le sorti del Regno furono una serie di riforme che permisero di risanare molte situazioni create dal precedente periodo vicereale e grazie alle quali si registrarono notevoli progressi nell’economia dovuti soprattutto al notevole incremento della produzione agricola ed agli scambi commerciali connessi. Tale progresso fu talmente importante tanto che nel 1755 fu istituita la prima cattedra di economia in Europa all’Università di Napoli denominata “Cattedra di Commercio e di Meccanica”, affidata ad un grande economista dell’epoca cioè “Antonio Genovesi” il quale, tenendo i corsi in Italiano e non in latino, rese la cattedra in questa materia seguitissima ed il suo pensiero, visto che si rivolgeva ad una grossa fetta di studenti che lo seguivano, influì molto sull’Illuminismo Meridionale.
Nel 1759 “Carlo di Borbone” divenne Re di Spagna ed a lui gli successe suo figlio“Ferdinando” di soli otto anni. Data la sua tenera età il Regno fu governato da un“Consiglio di Reggenza” i quali principali esponenti furono il principe “Domenico Cattaneo” ed il marchese “Bernardo Tanucci” il quale fu proprio quest’ultimo a tenere in mano le redini del Regno ed a continuare le riforme iniziate da “Carlo di Borbone”.

“Ferdinando” crebbe e nel 1768 sposò “Maria Carolina d’Austria”, figlia dell’Imperatrice “Maria Teresa” e sorella di “Maria Antonietta” Regina di Francia. Il nuovo Re, a differenza di sua moglie che partecipò molto alla vita politica del regno, si dedicò soprattutto a creare nuove opere pubbliche, ma durante la sua reggenza dovette fare i conti con un primo attacco da parte dei dell’esercito francese di Napoleone Bonaparte fino a che il 22 dicembre 1798 “Ferdinando” Abbandonò Napoli rifugiandosi in Sicilia lasciando la città senza difese. Ma come al solito, in ogni momento di crisi della città, fu il popolo Napoletano a difendere la propria terra natia che venivano chiamati “Lazzari” i quali opposero una tale resistenza tanto che il generale francese “Championnet”riconobbe la loro tenacia. Mentre i “Lazzari combattevano”, alcuni “Giacobini Napoletani” istituirono “La Repubblica Napoletana” la quale però ebbe breve vita e, dopo diversi scontri, il 13 giugno 1799 “l’Esercito della Santa fede” comandati dal Cardinale “Fabrizio Ruffo”, composto da buona parte da popolani , Lazzari ed anche qualche brigante, si riprese la città restituendola nuovamente alla monarchia Borbonica.

Successivamente, il 2 dicembre 1805 dopo la battaglia di “Austerlitz”, Napoleone Bonaparte occupò nuovamente con le sue truppe Napoli proclamando suo fratello“Giuseppe Bonaparte” re di Napoli, facendo decadere nuovamente la dinastia“Borbonica”. Il nuovo re rimase in carica fino al 1806 quando fu mandato ad essere reggente in Spagna e ad egli gli successe “Gioacchino Murat” divenendo di fatto il nuovo re il quale accorpò per la prima volta il Regno di Napoli e quello di Sicilia divenendo per l’appunto il “Re delle due Sicilie” come unica capitale Napoli.

Il decennio francese porto a rivoluzionare un po’ tutto il settore amministrativo del regno, ma anche in campo scientifico si ebbero delle innovazioni tra le quali la più importante fu quella di costruire la prima struttura astronomica in Italia nel 1812, ossia l’Osservatorio di Capodimonte. Nel 1815, con la definitiva sconfitta di“Napoleone Bonaparte”, il “Congresso di Vienna” restituì nuovamente Napoli ai“Borbone”.

Nel 1860 il “Regno delle due Sicilie” si trovò nuovamente ad affrontare un nuovo conflitto e questa volta promossa da “Casa Savoia” con l’intento di unificare l’Italia. “I Mille” di “Giuseppe Garibaldi” invasero il Regno partendo con l’invasione della Sicilia ed Il “Real Esercito Borbonico” fece di tutto per contrastare i nuovi invasori. “Francesco II di Borbone” per evitare che Napoli venisse bombardata, abbandonò la città creando una prima linea di difesa con la “Battaglia del Volturno” e successivamente con “L’assedio di Gaeta”, fino alla sconfitta totale delle “Truppe Borboniche”. A questo punto, Napoli fu annessa al neonato “Regno d’Italia” e perse lo status di Capitale portando gravi conseguenze alla città, come lo smantellamento di tutte le strutture di governo e moltissime attività commerciali ed industriali andarono in rovina, trasferite o addirittura smontate dando vita ad una profonda crisi socio-economica. Il tesoro del “Regno delle due Sicilie” venne utilizzato per risanare i bilanci del Regno di Sardegna che era sull’orlo del fallimento, mentre il sistema fiscale Piemontese aumentò in maniera esponenziale le tasse a carico dei Napoletani per diminuire quelle dello stesso Piemonte. Tutto ciò aumentò ancor di più la grave crisi sociale ed industriale Napoletana, mentre il commercio e le industrie piemontesi ebbero la possibilità di crescere ed essere incrementate. 

 

 

Foto di copretina : fonte internet.

Rispondi